Partecipazione al 16֯ Congresso Europeo ISPCAN

Partecipazione al 16֯ Congresso Europeo ISPCAN sulle tematiche dell'abuso e maltrattamento all'infanzia con un contributo sul ruolo centrale della scuola nella tutela di bambine, bambini e adolescenti.

Convegno europeo ISPCAN 2021 in Italia

Il Convegno europeo di ISPCAN, in programma a Rimini a giugno 2020, è stato posticipato, causa Covid-19, al 2021, dal 7 all’11 giugno a Milano, in modalità virtuale.

Sono aperte le iscrizioni: https://www.ispcan.org/milan2021-register

Quota agevolata (200 euro) per i soci CISMAI, partner italiano di ISPCAN. Scrivi a ispcan2021@cismai.it per richiedere il codice sconto.
Il CISMAI, partner italiano di ISPCAN – International Society for the Prevention of Child Abuse and Neglect, ha voluto fortemente che il Convegno internazionale si tenesse in Italia: una grande occasione di confronto per imparare, conoscere e condividere i diversi aspetti del maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza, per indagare i vari approcci alla prevenzione della violenza e gli interventi a sostegno della genitorialità fragile.


ISPCAN e CISMAI insieme per migliorare la qualità della vita di bambine, bambini e adolescenti e delle loro famiglie, collaborando con le comunità, le organizzazioni e le reti territoriali.

I TEMI DEL CONGRESSO

Fuori dall’ombra: la raccolta dati sul maltrattamento sui minori
La voce di bambine e bambini nel sistema di protezione dell’infanzia
Problemi e sfide di oggi nell’abuso e nell’abbandono dei minori
Intervento precoce e prevenzione
Violenza assistita e orfani speciali (figlie e figli di donne vittime di femminicidio)
Programmi di prevenzione nei contesti scolastici
Intervento e servizi per i minori migranti
Protezione di bambine e bambini nello sport
Nuove sfide in tema di abuso e sfruttamento dei minori online
Impatto del Covid-19 su bambini, bambine e adolescenti

Tutte le info in aggiornamento: http://www.ispcan.org/milan2021/

L’educazione positiva ai tempi del Covid 19

Il celebre pedagogista sovietico Vygotskij sosteneva che “Diventiamo noi stessi attraverso gli altri”. È un pensiero che, sintonizzato alla straordinarietà di quanto stiamo vivendo in questi tempi di Covid 19, di scuole chiuse e di didattica a distanza, può ricordarci quali siano le responsabilità ma anche le enormi potenzialità degli insegnanti in questa fase.

Quello che stiamo vivendo ormai da settimane, è un tempo nuovo, con cadenze e ritmi diversi. Non ci sono più tutte quelle azioni che scandivano il tempo della scuola, e per questo la giornata può sembrare lunghissima e noiosa, ma allo stesso tempo molto breve.

In tutto ciò i bambini ed i ragazzi sono smarriti, in ansia, hanno perso i contatti con il loro gruppo, la loro routine è stravolta. Quello di cui hanno probabilmente più bisogno è di essere sostenuti e rassicurati, e l’opportunità per chi fa questo mestiere è quella di tornare a concentrarsi sulla funzione primaria dell’insegnamento che è quella di aiutare, sostenere e accompagnare i bambini e i ragazzi nel loro percorso di sviluppo personale, stimolando la loro curiosità verso le cose della vita e alimentando la fiducia nelle proprie capacità.

Concretamente cosa può fare una maestra o un professore per aiutare i propri alunni, in un momento come questo in cui non è possibile stare vicini, fisicamente, in cui non possono esserci né parole ravvicinate né abbracci? Come ricorderete i principi educativi dell’ Educazione Positiva propongono di attraversare consapevolmente le nostre reazioni di stress legate alla situazione immediata, cercando di programmare e rilanciare verso obiettivi a lungo termine. In questa direzione si può ripensare la direzione da tenere, accettando la frustrazione di rallentare il programma previsto, e di confrontarsi con una situazione assolutamente imprevista, sostenendo la possibilità di ridisegnare nuovi equilibri nella relazione con gli alunni. Una dimensione in cui, per esempio il dialogo ‘on line’ diventi davvero occasione di scambio e opportunità per scegliere insieme, insegnanti e bambini, nuovi contenuti dando così l’opportunità ad ognuna ed ognuno di esprimere il proprio contributo.

Sempre secondo i principi dell’educazione positiva è importante far sentire il proprio sostegno emotivo e fornire punti di riferimento. E questo, usando le parole di Daniela Lucangeli, Professoressa di Psicologia dello Sviluppo dell’Università di Padova, può voler dire che l’abbraccio, adesso proibito, non è solo fisico, ma può essere anche psicologico, simbolico. Ogni insegnante sa che lo sguardo può abbracciare e la voce, con la sua intonazione, può fare altrettanto. In giorni come questi in cui i ragazzi respirano sgomento e indeterminatezza dalla pressante presenza di notizie adulte la potenza emotiva di una frase pronunciata con la voce calda, rassicurante, famigliare ed empatica di un insegnante che riconosce la loro preoccupazione e che assicura che nessuno verrà lasciato da solo nel cammino di conoscenza cominciato insieme sarebbe ‘come una carezza per l’anima, balsamo su una ferita’.

Anche i nuovi strumenti tecnologici possono contribuire a costruire la relazione, mantenendo la vicinanza nella distanza, alimentando una comunicazione viva, attraverso dei video fatti insieme, dei forum nell’aula virtuali, con dei consigli di letteratura valida che, anche se indirettamente, possano aiutare a comprendere l’oggi o semplicemente con dei messaggi. E questo per confermare loro che, pur con regole diverse che sicuramente vanno orientate e calibrate, la relazione rimane, continua e può essere ancora più speciale.

Come avrete visto le proposte e le riflessioni sulla didattica a distanza in questo periodo in rete sono numerose e variegate, quindi può valere la pena fare un po’ di ricerche per scovare materiali interessanti. Salutandovi vi consigliamo alcuni siti che ci sembrano utili e stimolanti:

http://www.mce-fimem.it/giorni-senza-scuola/ E’ la pagina del Movimento di Cooperazione Educativa. Da inizio marzo ha aperto una sessione che si chiama “Giorni senza scuola” in cui si trovano stimoli, riflessioni e suggerimenti di attività per bambine, bambini.

https://comune-info.net/rompere-le-distanze/ Comune-info è un portale di informazione sociale. Rompere le distanze è uno zibaldone di idee, ragionamenti e stimoli divisi in due macro categorie: FARE E PENSARE

www.miur.gov.it sito e pagina FB del MIUR Notizie e approfondimenti del Ministero dell’istruzione e dell’Università.

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/articoli/coronavirus Contenuti per genitori, insegnanti, bambine e bambini.

Articolo a cura di Guido Musillo, psicologo, psicoterapeuta, esperto di Child Safeguarding – cooperativa sociale E.D.I. Onlus

Essere genitori ai tempi del Covid 19

Il celebre pedagogista sovietico Vygotskij sosteneva che “Diventiamo noi stessi attraverso gli altri”. È un pensiero che, sintonizzato alla straordinarietà di quanto stiamo vivendo in questi tempi di Covid 19, di scuole chiuse e di didattica a distanza, può ricordarci quali siano le responsabilità ma anche le enormi potenzialità degli insegnanti in questa fase.

Quello che stiamo vivendo ormai da settimane, è un tempo nuovo, con cadenze e ritmi diversi. Non ci sono più tutte quelle azioni che scandivano il tempo della scuola, e per questo la giornata può sembrare lunghissima e noiosa, ma allo stesso tempo molto breve.

In tutto ciò i bambini ed i ragazzi sono smarriti, in ansia, hanno perso i contatti con il loro gruppo, la loro routine è stravolta. Quello di cui hanno probabilmente più bisogno è di essere sostenuti e rassicurati, e l’opportunità per chi fa questo mestiere è quella di tornare a concentrarsi sulla funzione primaria dell’insegnamento che è quella di aiutare, sostenere e accompagnare i bambini e i ragazzi nel loro percorso di sviluppo personale, stimolando la loro curiosità verso le cose della vita e alimentando la fiducia nelle proprie capacità.

Concretamente cosa può fare una maestra o un professore per aiutare i propri alunni, in un momento come questo in cui non è possibile stare vicini, fisicamente, in cui non possono esserci né parole ravvicinate né abbracci? Come ricorderete i principi educativi dell’ Educazione Positiva propongono di attraversare consapevolmente le nostre reazioni di stress legate alla situazione immediata, cercando di programmare e rilanciare verso obiettivi a lungo termine. In questa direzione si può ripensare la direzione da tenere, accettando la frustrazione di rallentare il programma previsto, e di confrontarsi con una situazione assolutamente imprevista, sostenendo la possibilità di ridisegnare nuovi equilibri nella relazione con gli alunni. Una dimensione in cui, per esempio il dialogo ‘on line’ diventi davvero occasione di scambio e opportunità per scegliere insieme, insegnanti e bambini, nuovi contenuti dando così l’opportunità ad ognuna ed ognuno di esprimere il proprio contributo.

Sempre secondo i principi dell’educazione positiva è importante far sentire il proprio sostegno emotivo e fornire punti di riferimento. E questo, usando le parole di Daniela Lucangeli, Professoressa di Psicologia dello Sviluppo dell’Università di Padova, può voler dire che l’abbraccio, adesso proibito, non è solo fisico, ma può essere anche psicologico, simbolico. Ogni insegnante sa che lo sguardo può abbracciare e la voce, con la sua intonazione, può fare altrettanto. In giorni come questi in cui i ragazzi respirano sgomento e indeterminatezza dalla pressante presenza di notizie adulte la potenza emotiva di una frase pronunciata con la voce calda, rassicurante, famigliare ed empatica di un insegnante che riconosce la loro preoccupazione e che assicura che nessuno verrà lasciato da solo nel cammino di conoscenza cominciato insieme sarebbe ‘come una carezza per l’anima, balsamo su una ferita’.

Anche i nuovi strumenti tecnologici possono contribuire a costruire la relazione, mantenendo la vicinanza nella distanza, alimentando una comunicazione viva, attraverso dei video fatti insieme, dei forum nell’aula virtuali, con dei consigli di letteratura valida che, anche se indirettamente, possano aiutare a comprendere l’oggi o semplicemente con dei messaggi. E questo per confermare loro che, pur con regole diverse che sicuramente vanno orientate e calibrate, la relazione rimane, continua e può essere ancora più speciale.

Come avrete visto le proposte e le riflessioni sulla didattica a distanza in questo periodo in rete sono numerose e variegate, quindi può valere la pena fare un po’ di ricerche per scovare materiali interessanti. Salutandovi vi consigliamo alcuni siti che ci sembrano utili e stimolanti:

http://www.mce-fimem.it/giorni-senza-scuola/ E’ la pagina del Movimento di Cooperazione Educativa. Da inizio marzo ha aperto una sessione che si chiama “Giorni senza scuola” in cui si trovano stimoli, riflessioni e suggerimenti di attività per bambine, bambini.

https://comune-info.net/rompere-le-distanze/ Comune-info è un portale di informazione sociale. Rompere le distanze è uno zibaldone di idee, ragionamenti e stimoli divisi in due macro categorie: FARE E PENSARE

www.miur.gov.it sito e pagina FB del MIUR Notizie e approfondimenti del Ministero dell’istruzione e dell’Università.

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/articoli/coronavirus Contenuti per genitori, insegnanti, bambine e bambini.

Articolo a cura di Guido Musillo, psicologo, psicoterapeuta, esperto di Child Safeguarding – cooperativa sociale E.D.I. Onlus

Contatti.

info@guidomusillo.it skype: guidomusillo 3803324844
  • Guido Musillo
  • Via GB de Rossi 39, Roma
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